Gaggenau porta a Torino Ingar Krauss: D'ENTRO, una mostra nel frigorifero

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In occasione di Artissima, in programma a Torino da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre, Gaggenau porta in città D’ENTRO, il progetto artistico realizzato in collaborazione con CRAMUM, ideato e curato da Sabino Maria Frassà e affidato al maestro della fotografia tedesca Ingar Krauss. Per D’ENTRO, Krauss ha realizzato un nuovo ciclo di fotografie concepite appositamente per i centri di refrigerazione Gaggenau Vario serie Expressive. Il frigorifero entra così nel progetto artistico come spazio espositivo, teca e dispositivodella visione, costruendo un dialogo tra fotografia, materia, luce, tempo e conservazione. Frutti, ortaggi, fiori e oggetti quotidiani diventano protagonisti di immagini silenziose e materiche. Accanto a loro, gli alimenti custoditi all’interno dei Vario serie Expressive amplificano il gioco tra realtà e rappresentazione, tra ciò che viene conservato e ciò che viene affidato alla memoria dell’immagine. L’esperienza prende forma attraverso un gesto semplice: aprire la porta e scoprire al suo interno un luogo dell’arte. Nei giorni di Artissima, D’ENTRO è ospitato negli spazi di DesignElementi Studio, in via Goito 16, dove l’installazione di Ingar Krauss entra in dialogo con una selezione di opere di Franco Mazzucchelli, Carla Tolomeo e Fulvio Morella, artisti che negli anni hanno accompagnato i progetti di Gaggenau e CRAMUM. L'installazione è visitabile venerdì 30 e sabato 31 ottobre 2026, dalle 10 alle 18. Ingresso su appuntamento, per info è attivo il numero 02 29015250 oppure è possibile via mail a questo indirizzo. Da Torino, D’ENTRO prosegue il proprio percorso in Italia per approdare a Milano con una grande mostra personale dedicata a Ingar Krauss durante miart e la Milano Design Week 2027.
Ingar Krauss
Nato a Berlino Est nel 1965, Ingar Krauss sviluppa una ricerca fortemente legata alla natura morta e alla capacità della fotografia di trattenere il tempo e trasformare la materia. Per D’ENTRO ha creato un nuovo ciclo di opere attraverso il suo caratteristico procedimento analogico in bianco e nero, completato successivamente con numerose velature a olio realizzate a mano. La carta fotografica assume così una consistenza pittorica e ogni immagine diventa un pezzo unico, sospeso tra fotografia, pittura e oggetto. «Trasformare un oggetto quotidiano di altissimo design in un luogo espositivo, capace a sua volta di entrare nell’esperienza artistica, possiede per me un fascino speciale», commenta Krauss.Da non perdere a Torino
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