Mito e modernità al Politeama Garibaldi di Palermo

Venerdì 19 e sabato 20 marzo 2027, rispettivamente alle 20.30 e alle 17.30, il Politeama Garibaldi di Palermo ospita il concerto della stagione Mito e modernità, con il direttore Maximiliano Valdés e il pianista Marc-André Hamelin come solista. Il programma è incentrato sul Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel.
Ultima importante opera di Ravel prima della grave malattia cerebrale che lo avrebbe condotto alla morte, il concerto nacque intrecciandosi con la composizione del Concerto per la mano sinistra, commissionato dal pianista viennese Paul Wittgenstein. La genesi non fu lineare: la stesura venne interrotta e ripresa più volte nel corso di due anni. Lo stesso Ravel raccontò in un'intervista che il tema d'apertura gli venne in mente in treno tra Oxford e Londra, ma che «il vero lavoro di cesello è cominciato dopo». Completato nel 1931, il concerto debuttò il 14 gennaio 1932 alla Salle Pleyel di Parigi con Ravel sul podio e Marguerite Long al pianoforte, dedicataria dell'opera. Il compositore lo definì «un concerto nel senso più esatto del termine, scritto nello spirito di quelli di Mozart o di Saint-Saëns», brillante e gaio, con elementi mutuati dal jazz usati con moderazione.

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Dal punto di vista formale, il concerto si articola in tre movimenti. Il primo, Allegramente, inaugurato da un colpo di frusta, alterna una corsa ritmica a una serenata lirica prima di chiudersi in una fantasmagoria di colori. L'Adagio assai è costruito su una lunga melodia del pianoforte che Ravel confessò di aver composto «due battute alla volta», prendendo come modello il movimento lento del Quintetto con clarinetto di Mozart. Il finale, Presto, strutturato come un rondò, è un pezzo di bravura che alterna scrittura pianistica da toccata, una danza condivisa tra solista e orchestra e un'ironica fanfara, con una coda che si chiude bruscamente sul motto ritmico di quattro accordi che scandisce il refrain.











