Tastiere Titaniche: Beethoven al Politeama Garibaldi di Palermo

Venerdì 19 e sabato 20 febbraio 2027, rispettivamente alle 20.30 e alle 17.30, il Politeama Garibaldi di Palermo ospita Tastiere Titaniche, concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana con il direttore Carlo Montanaro e il pianista Francesco Nicolosi. In programma il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore «Imperatore» per pianoforte e orchestra op. 73 di Ludwig van Beethoven, eseguito in occasione del duecentesimo anniversario della morte del compositore.
Composto nel 1809, il Quinto concerto per pianoforte e orchestra rappresenta il congedo di Beethoven — allora trentanovenne — dal genere concertistico. L'opera fu scritta in un periodo particolarmente difficile: l'occupazione di Vienna da parte delle truppe napoleoniche costrinse il compositore ad abbandonare la propria abitazione e a rifugiarsi nelle cantine della casa del fratello Karl per proteggere il già compromesso udito. L'acuirsi della sordità lo avrebbe in seguito indotto a rinunciare definitivamente al ruolo di solista. Il concerto fu eseguito per la prima volta in pubblico il 28 novembre 1811 al Gewandhaus di Lipsia; la prima viennese avvenne il 15 febbraio 1812 con Carl Czerny al pianoforte. Il soprannome «Imperatore», non attribuito da Beethoven, è tradizionalmente ricondotto a un ufficiale della Grande Armée francese che avrebbe esclamato: «Questo è l'imperatore dei concerti!».

HANS ZIMMER BY ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA

TIM BURTON MUSIC EXPERIENCE

Alla scoperta di Morricone vol. 3

I sogni son desideri - il concerto

MALIKA AYANE

Abba Dream
Dal punto di vista formale, il primo movimento Allegro rovescia la consuetudine dell'epoca mettendo subito in rilievo il solista, con fioriture virtuosistiche che anticipano la cadenza, soppressa per esplicita volontà del compositore. Il secondo movimento, Adagio un poco mosso, si apre con un tema di corale degli archi in si maggiore, cui risponde il pianoforte con un tema in terzine di carattere intimamente cantabile. Il terzo movimento, Rondò: Allegro, fonde la forma del rondò con quella del tema con variazioni, costruendo un'architettura ritmica — basata sull'uso dell'emiolia — che dà l'impressione di un'improvvisazione continua, in realtà minutamente controllata dal compositore.











