Pubblicità
mercoledì 21 ottobreMilano
Pubblicità

Peep Show, a Milano la mostra tra oggetti, intuizioni e ossessioni di Ingo Maurer

 Peep Show, a Milano la mostra tra oggetti, intuizioni e ossessioni di  Ingo Maurer
Ingo Mauer ©Daniel Delang
Pubblicità

Da martedì 6 a giovedì 26 novembre 2026, in via Varese 13 a Milano, la mostra Peep Show mette in scena l’approccio creativo di Ingo Maurer (1932–2019). Al centro non ci sono le lampade finite, ma gli oggetti, le intuizioni, le ossessioni e gli incontri casuali da cui hanno preso spunto. Peep Show si tiene nell'anno che segna il sessantesimo anniversario del brand.

Porca Miseria. Wo bist du, Edison...? Lucellino. Why Not.

Sono i nomi che Ingo Maurer ha dato ad alcune delle sue lampade, e rivelano già qualcosa di essenziale sul suo modo di pensare: non in termini di funzione o di specifiche tecniche, ma di meraviglia, umorismo e irrequietezza. Peep Show non racconta quelle lampade, ma ciò che le ha precedute.

La mostra è curata da Jolanthe Kugler, curatrice, autrice e docente, oggi Chief Curator del mudac – Musée cantonal de design et d’arts appliqués contemporains di Losanna. Il progetto allestitivo è di Nathalie Opris, spatial designer con numerose collaborazioni all’attivo, tra cui La Triennale di Milano e il Musée du Luxembourg a Parigi.

Da non perdere a Milano

Peep Show mette al centro l’ispirazione come atto quotidiano. Non è una retrospettiva né un racconto cronologico, ma una finestra sulle fonti, le associazioni e gli esperimenti che hanno alimentato l’immaginazione di Ingo.

Il cuore della mostra è la collezione di oggetti che Maurer ha accumulato nel corso di decenni, portandoli con sé dai suoi vagabondaggi per le città, in tutto il mondo: cose scovate nelle vetrine e nei negozi di giocattoli, acquistate d’istinto e spedite a casa a scatole intere. Action figure di fantascienza, draghi di plastica dorati, repliche di cibo giapponese: ciascuno poteva diventare un punto di partenza, un catalizzatore capace di aprire un percorso di indagine inaspettato.

Gli oggetti sono disposti su semplici tavoli da lavoro, per evocare l’atmosfera del laboratorio creativo di Monaco - Designerei, così lo chiamava Ingo - ancora oggi cuore pulsante del marchio, dove idee e sperimentazioni prendono forma. Sospeso sopra i tavoli, il cavo della lampada Signature, tra le più recenti proposte del brand, ricorda uno scarabocchio denso e caotico: un’immagine del processo stesso del pensiero, in cui ordine e improvvisazione sono inseparabili.

Pubblicità

Per Ingo le idee nascevano di rado sul tavolo da disegno. Emergevano da qualcosa che catturava il suo sguardo, da un incontro casuale che faceva sorgere una domanda a cui non poteva non dare seguito. Oggetti improbabili e curiosità irrisolte erano la materia prima da cui sono nate alcune delle opere più poetiche del design dell’illuminazione.

Nel percorso compaiono anche alcune lampade finite, in certi casi legate in modo diretto agli oggetti collezionati. Più spesso, però, quegli oggetti sono rimasti fonti di ispirazione e non prototipi: catalizzatori di idee che non hanno mai trovato una forma concreta, ma che hanno comunque plasmato le lampade venute dopo. Nel loro insieme, suggeriscono l’imprevedibile distanza tra l’oggetto che fa nascere un’idea e la forma che quell’idea assume alla fine.

Altri scorci sull’universo creativo di Ingo arrivano da fotografie e immagini in movimento provenienti dall’archivio della Designerei. Filmati informali realizzati dallo studio documentano esperimenti nel cortile, viaggi, installazioni, prove, fallimenti e momenti di scoperta: più che una documentazione curata, essi catturano la realtà quotidiana di una pratica plasmata dal gioco, dalla collaborazione e dalla sperimentazione costante. Le fotografie di installazioni site-specific compaiono accanto a nature morte di materiali, oggetti e composizioni create nel laboratorio di Monaco.

Nel loro insieme, questi elementi ci permettono di osservare una mente creativa all’opera, e non soltanto il risultato finale, rivelando un mondo in cui l’ispirazione può nascere praticamente da qualsiasi cosa.

Il titolo stesso della mostra ne dichiara l’intenzione. “Richiamando il piacere di guardare dove non si dovrebbe, Peep Show offre ai visitatori la rara opportunità di ammirare non solo le lampade di Ingo Maurer, ma anche di addentrarsi nel paesaggio immaginario da cui sono nate” – commenta Jolanthe Kugler.

Peep Show è visitabile dal 6 al 26 novembre 2026, da martedì a sabato, ore 10–13 e 14–17

Ingresso gratuito.

Chi è Ingo Maurer

Da sessant’anni Ingo Maurer GmbH progetta e produce lampade, sistemi illuminanti e pezzi unici che fondono tecnica ed espressività. Le creazioni dell’azienda sorprendono perché trovano il meraviglioso nell’ordinario e lo restituiscono trasformato.

Tra i progetti più iconici: Bulb (1966), il sistema a bassa tensione YaYaHo (1984) e Lucellino (1992), la lampada con le ali diventata simbolo di un approccio al design che non separa mai poesia e funzione. Tra le realizzazioni su scala architettonica: l’illuminazione degli altoforni di Belval a Esch-sur-Alzette (2013/2022), il concept luminoso per sette stazioni della metropolitana di Karlsruhe (2022), il progetto di interior design per il Radisson Collection Hotel di Tsinandali, in Georgia (2018) e l’installazione per la sfilata di Issey Miyake a Parigi (1999).

Nel 2022 Foscarini SpA ha acquisito la quota di maggioranza di Ingo Maurer, accompagnando il percorso di crescita internazionale dell’azienda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità