Crick (atto unico in sei resoconti), spettacolo con Luca Iervolino e Francesco Roccasecca

Da giovedì 4 febbraio a domenica 7 febbraio 2027 (giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16.00) il Teatro Fontana di Milano (via Boltraffio 21) ospita lo spettacolo Crick (atto unico in sei resoconti), interpretato da Luca Iervolino e Francesco Roccasecca con la regia di Rosario Sparno, tratto da Il topolino Crick di Francesco Silvestri e Melina Formicola, andato in scena per la prima volta nel 1987.
Ispirandosi liberamente a Fiori per Algernon, il celebre romanzo di Daniel Keyes, Silvestri ne trasporta la vicenda in una Napoli operaia e visionaria. Charlie Gordon e il topo Algernon diventano Antonio Cafiero, addetto alle pulizie in una fabbrica di scarpe, e il topo Crick. Entrambi sono cavie di un esperimento destinato a triplicarne l’intelligenza. Per Antonio, affetto da un deficit cognitivo, quell’intervento rappresenta la promessa di una vita nuova: essere finalmente accettato, riconosciuto, uguale agli altri. Ma il sogno dell’inclusione si trasforma presto in una domanda inquietante: cosa siamo disposti a sacrificare per essere all’altezza delle aspettative del mondo?

This is Wonderland: parco delle fiabe con spettacoli e installazioni

Giobbe Covatta in 70 - riassunto delle puntate precedenti, l'apertura di stagione 2026-2027 del Teatro Pime di Milano

Succede, spettacolo di teatro sensoriale all'ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini

A cena con Macbeth, con la regia di Emanuele Conte

Giorgio Armani Privé 2005-2025: vent'anni di alta moda, mostra

The Island, mostra di Hito Steyerl
A quasi quarant’anni dalla sua scrittura, Crick risuona con sorprendente attualità. La sua è una distopia che assomiglia sempre più al presente, un tempo in cui l’intelligenza sembra destinata a diventare artificiale e la performance misura il valore delle persone. In una società ossessionata dall’efficienza, dal risultato e dall’ottimizzazione, fragilità, fallimento e tenerezza rischiano di non avere più spazio. Con forza poetica e sguardo lucido, lo spettacolo interroga il rapporto tra progresso e umanità, mettendo in discussione l’idea stessa di successo e ricordandoci che ciò che ci rende umani non coincide necessariamente con ciò che ci rende più performanti.









