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mercoledì 21 ottobreMilano
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Matisse: il mondo in una stanza, mostra

Matisse: il mondo in una stanza, mostra
Giovane donna seduta in abito persiano, di Henri Matisse
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Dall'8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 è aperta al pubblico al Mudec - Museo delle Culture di Milano la mostra Matisse: il mondo in una stanza. Si tratta della prima grande mostra monografica in Italia interamente dedicata all’artista e alle influenze che le culture incontrate nei suoi viaggi esercitarono sull’evoluzione della sua arte, fino a definire uno dei linguaggi visivi più originali del Novecento. 

Curato da Ellen McBreen e Chiara Gatti, il progetto espositivo è prodotto da 24 Ore Cultura - Gruppo Il Sole 24 Ora e promosso dal Comune di Milano / Cultura, in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza. La mostra è suddivisa in sei sezioni e include circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta e sculture provenienti da importanti musei di tutto il mondo: il Philadelphia Museum of Art, la Pierre and Tana Matisse Foundation Collection di New York, il MoMa, il Musée de l’Orangerie, il Musée Picasso, il Musée d’Orsay, il Musée du Quai Branly, il Bargello di Firenze, il Mudec e altri. In mostra anche una collezione di oggetti e tessuti - interlocutori cruciali per l’opera di Matisse - prestati dal Musée Matisse di Nizza e dal Museo delle Civiltà di Roma.

Da non perdere a Milano

La mostra approfondisce anche la tematica relativa al mondo dei progetti decorativi e dei libri d’artista. Tra questi si trovano il dittico monumentale Océanie, le tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé, Pasiphaé di Montherlant, oltre che i disegni della Cappella del Rosario a Vence, sintesi finale della ricerca politecnica di Matisse. Inoltre sono in mostra fotografie d’epoca, alcune delle quali scattate proprio dallo stesso Matisse durante i suoi viaggi in Marocco.

Il percorso espositivo: le 8 sezioni

Anatomie creative

Nel 1907 Matisse ammise ad Apollinaire di non aver mai evitato l'influenza altrui: cominciava allora la sua fascinazione per la statuaria africana (Fang, Bembe, Senufo, Kuba). La sezione esplora l'evoluzione dei suoi nudi scultorei e pittorici, evidenziando il confronto tra studio accademico e forme tradizionali, testimoniato in mostra dal bronzo La Serpentine (1909), nato dall'ibridazione tra una fotografia di modella e sculture Bamana del Mali.

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Icone ieratiche

La monumentalità frontale dei ritratti di Matisse affonda le radici nell'incontro con l'arte bizantina e le icone russe ammirate a Mosca nel 1911. Spazio a tele e studi eseguiti durante i due viaggi in Marocco (1912-1913), dove i soggetti vengono avvolti da un'aura immateriale e spirituale che tornerà anni dopo nella decorazione sacra della Cappella di Vence.

L'oriente ci ha salvati

Dalla visita alla storica mostra di arte islamica a Monaco (1910) ai soggiorni in Andalusia e Marocco, Matisse attinge a ceramiche, arazzi e arabeschi per scardinare la prospettiva monoculare rinascimentale. La sezione rilegge il gusto orientalista del tempo e il topos dell'odalisca attraverso il desiderio dell'artista di indagare bidimensionalità, luce e sintesi decorativa.

Un cast internazionale

Un omaggio alle modelle che hanno popolato l'atelier: collaboratrici e muse provenienti da contesti geografici differenti come Lydia Delectorskaya, Aïcha Goblet e l'artista haitiana Carmen Lahens-Hélouis. Dipinti come Joacquina e The Bulgarian Blouse testimoniano il ruolo cruciale di queste figure nel trasformare lo studio parigino e nizzardo in un autentico crocevia di culture.

Segni nello spazio vuoto

L'influenza dell'arte asiatica e delle geometrie tessili tradizionali emerge nella produzione matura. Attorno a un pannello laccato con ideogrammi dorati proveniente dalla stanza dell'artista a Nizza, la sezione analizza la stilizzazione della linea e il dialogo con i tessuti Kuba del Congo e i panni Tapa polinesiani, tappe decisive verso l'essenzialità grafica.

Sognare Tahiti

Il viaggio compiuto nel 1930 nei Mari del Sud segna una rinascita creativa per Matisse, allora sessantenne. La luce tropicale, i fiori di tiaré, le sagome fluttuanti di coralli, alghe e meduse trasformano il suo atelier in un giardino d'inverno e danno inizio a una serie ininterrotta di rimandi visivi alla Polinesia.

La cappella di Vence e l’albero della vita

Nel 1947 prende avvio il cantiere della Cappella del Rosario di Vence, sintesi della maturità artistica di Matisse. In sala sono esposti i cartoni preparatori per il monumentale Saint Dominique, le grandi vetrate e le maquette in papiers découpés per i paramenti liturgici, tra cui la pianeta bianca e oro.

Confini liquidi

Il culmine dell'indagine spaziale matissiana rivive nei monumentali arazzi Océanie: la mer e Océanie: le ciel, dove mare e cielo si fondono in un unico piano fluido. Il percorso si chiude con l'ultimo dipinto (Femme à la gandoura bleue) e l'ultima scultura dell'artista (Katia / Platane), sintesi dell'incontro tra figura umana e forme arboree d'ispirazione orientale.

Informazioni utili

Per quanto riguarda gli orari di visita, l'esposizione è aperta il lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato con orario prolungato dalle 9.30 alle 22.30. Si ricorda che il servizio di biglietteria termina sempre un'ora prima della chiusura.

Il costo del biglietto d'ingresso è di 16 euro per l'intero e 14 euro per il ridotto. Per ulteriori chiarimenti e informazioni è attivo il numero telefonico 02 54917, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 17.

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