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mercoledì 21 ottobreMilano
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Dentro la Metamorfosi, mostra di Maria Cristina Finucci

Dentro la Metamorfosi, mostra di Maria Cristina Finucci
Dentro la Metamorfosi
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Dal 14 aprile all’8 novembre 2026 è visitabile al Museo di Storia Naturale di Milano (corso Venezia 55) la mostra Dentro la Metamorfosi con un'installazione dell’artista e architetta Maria Cristina Finucci che propone una riflessione sullo stato di salute degli oceani, compromesso dall’inquinamento da plastica.

L’esposizione inaugura Tracce, il primo dei quattro nuclei tematici del percorso multidisciplinare e quadriennale promosso dagli Istituti Scientifici del Comune di Milano - Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario - dedicato al dialogo tra scienza e cultura: un invito a interrogare ciò che resta dopo lo sfruttamento, a osservare i segni lasciati dalle trasformazioni ambientali e a riflettere sulle possibilità di rigenerazione. Prodotta da Marevivo e curata da Marcello Farabegoli, Dentro la Metamorfosi suggerisce una riflessione potente e immersiva sullo stato di salute degli oceani, oggi gravemente compromesso dall’inquinamento da plastica e dall’impatto di un modello di sviluppo insostenibile.

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L’installazione accompagna il visitatore dentro la trasformazione degli ecosistemi marini, da fonte  primaria di vita a luoghi di accumulo di rifiuti e alterazioni profonde degli equilibri naturali. Il titolo richiama una metamorfosi che riguarda non solo i materiali, ma il nostro stesso modo di concepire progresso, benessere e consumo. La plastica diventa il simbolo di un sistema produttivo che ha ignorato per troppo tempo i propri effetti collaterali: ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti raggiungono il mare, minacciando la biodiversità, la sicurezza alimentare e l’equilibrio climatico.

La grande sala espositiva al piano terra del Museo di Storia Naturale è occupata da una sequenza di piccole stanze luminose e gonfiabili, membrane traslucide che il visitatore attraversa come parti di un unico organismo vivente. Non semplici spazi espositivi, ma ambienti immersivi che evocano fragilità, mutazione e trasformazione, rendendo il pubblico parte attiva dell’opera. Al loro interno prendono forma scene nate dalla ricomposizione di oggetti di plastica dispersi e ridotti in microplastiche: da questi frammenti emergono figure ibride e inquietanti, al tempo stesso seducenti e perturbanti, che rivelano il mondo alterato, e potenzialmente minaccioso, che abbiamo contribuito a creare.

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Entrare una di queste stanze che evocano mondi immaginari significa varcare una soglia di responsabilità: isolarsi dal rumore quotidiano per confrontarsi con l’impatto reale delle proprie abitudini. Sono spazi di disorientamento consapevole, in cui le immagini generate uniscono elementi seduttivi e disturbanti. La plastica appare attraente, colorata, quasi innocua, ma rivela in filigrana forme minacciose e antropomorfe, in un chiaro avvertimento contro l’estetizzazione del problema. Il percorso non introduce un nuovo linguaggio della plastica: ne mostra piuttosto l’urgenza di interromperlo. Ogni cabina è un invito a non farsi ingannare dalla comodità, dalla leggerezza, dall’illusione che tanto sparisce.

La mostra è visitabile nei seguenti orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 17.30 (ultimo ingresso 16.30). La visita è inclusa nel biglietto di ingresso del museo (intero 5 euro; ridotto 3 euro; ingresso gratuito dopo le ore 14.00 ogni primo e terzo martedì del mese).

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