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giovedì 22 ottobreGenova
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Il donatore, spettacolo di Laura Sicignano con Federica Carruba Toscano e Roberto Serpi

Il donatore, spettacolo di Laura Sicignano con Federica Carruba Toscano e Roberto Serpi
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Dal 3 novembre all'8 novembre 2026 (martedì, mercoledì, venerdì e sabato alle 20.30; giovedì alle 19.30; domenica alle 18.30), la Sala Dino Campana del Teatro della Tosse di Genova (piazza Renato Negri 6) ospita Il donatore, spettacolo scritto e diretto da Laura Sicignano e interpretato da Federica Carruba Toscano e Roberto Serpi.

In una sera di pioggia, una donna incinta bussa alla porta di un uomo che non aspettava nessuno. Imbarazzo, silenzi, parole sbagliate. Quale relazione li lega? 

Ispirato a esperienze reali, di famiglie contemporanee,  Il donatore è un testo teatrale a due voci che si svolge nell’arco di un pomeriggio, in uno spazio sospeso e provvisorio, attraversato dalla musica di una collezione di vinili. L’incontro è tra un uomo e una giovane donna incinta: lui ha donato il proprio seme molti anni prima, lei è una delle figlie nate da quella scelta e ha deciso di cercarlo. Non per reclamare qualcosa, ma per interrogare la propria origine nel momento in cui sta per diventare madre.

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Il testo affronta il tema della donazione come gesto umano carico di conseguenze simboliche. Donare è stato un atto di generosità o di egoismo? È possibile aiutare senza assumersi responsabilità relazionali? Esiste davvero una separazione netta tra biologia e legame? Attraverso un dialogo serrato, ironico e a tratti conflittuale, Il donatore mette in crisi le categorie di padre, famiglia, verità, normalità, mostrando quanto siano fragili quando vengono attraversate dalle vite reali.

La musica attraversa tutto il testo. I vinili – dal rock degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta fino alle sonorità più contemporanee – diventano il terreno su cui si misurano le epoche, le illusioni, le sconfitte e le eredità. La storia privata si allarga progressivamente a una riflessione collettiva: ogni generazione giudica la precedente, ogni generazione si sente tradita, eppure qualcosa resiste, si trasmette in forme impreviste.

Al centro del testo c’è una domanda radicale: cosa resta quando cade l’idea della famiglia tradizionale? Il donatore non offre risposte rassicuranti, ma apre uno spazio di complessità.

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