Cielo, spettacolo per bambini con Carlo Durante e Silvia Ricciardelli

Domenica 21 febbraio 2027, alle ore 16.00, la Sala Aldo Trionfo del Teatro della Tosse di Genova (piazza Renato Negri 6) ospita Cielo, spettacolo per bambini di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani interpretato da Carlo Durante e Silvia Ricciardelli; età consigliata dai 5 anni.
Il disegno è uno dei primi strumenti attraverso cui l’essere umano impara a dare forma ai propri pensieri. Prima delle parole e della scrittura, il segno permette di esprimere emozioni, domande, intuizioni e immaginazione. Disegnare significa osservare, scegliere, ricordare, trasformare: è un atto che unisce corpo e mente, gesto e visione, e accompagna la crescita come spazio libero di esplorazione e conoscenza.
Sulla scena, un’attrice e un attore-disegnatore danno vita a un dialogo poetico e vibrante tra parola, corpo e immagine. I loro corpi e le loro voci si intrecciano ai disegni realizzati in tempo reale, in un continuo gioco di rimandi, emozioni e scoperte. Lui è un alunno curioso e sognatore; lei è una maestra, guida e custode del sapere. Il sapere non viene trasmesso come risposta, ma condiviso come ricerca, nel dialogo continuo tra chi accompagna e chi scopre.

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Insieme attraversano il cielo non solo come spazio fisico, ma come simbolo universale: un tetto che protegge e minaccia, che accoglie sogni e tempeste, desideri e speranze. Sotto gli occhi del pubblico prendono forma cieli azzurri, abitati da nuvole da osservare, riconoscere e reinventare; cieli carichi di pioggia; e poi arcobaleni che nascono colore dopo colore, invitando a scoprire ogni sfumatura; cieli che si aprono allo spazio interstellare; cieli primaverili, attraversati dal volo leggero delle rondini.
Cielo è così una riflessione sulla meraviglia del nostro rapporto con l’infinito e, al tempo stesso, un omaggio alla figura del Maestro: a quei maestri di vita che, con pazienza e luce, insegnano ad alzare lo sguardo, a guardare oltre l’orizzonte, a scoprire il mondo e noi stessi con stupore e consapevolezza. Un invito a lasciarsi attraversare dalla meraviglia, a disegnare nuove prospettive e ad abitare, con occhi aperti e curiosi, l’infinito che ci sta sopra e dentro.










