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venerdì 23 ottobreGenova
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Non si sa come, spettacolo con Franco Branciaroli e la regia di Paolo Valerio

Non si sa come, spettacolo con Franco Branciaroli e la regia di Paolo Valerio
© Filippo Manzini
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Dal 28 al 31 gennaio 2027 (giovedì e sabato ore 19.30; venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00) il Teatro Ivo Chiesa di Genova (piazza Borgo Pila 42) ospita Non si sa come, spettacolo diretto da Paolo Valerio e interpretato da Franco Branciaroli con Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi e Francesco Martucci.

Ultima opera compiuta di Luigi Pirandello, Non si sa come viene scelta da Paolo Valerio a 90 anni dal suo debutto e dalla pubblicazione, avvenuti nel 1935m proprio quando l’autore ricevette il Premio Nobel, per proseguire un percorso di ricerca nella psicologia e nell’animo umani, avviato con La coscienza di Zeno del 2023, protagonista Alessandro Haber che oggi, con il suo fare raffinato e incisivo, affronta le lacerazioni morali e psicologiche di questa pièce, attualissima e feroce.

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In un’ambientazione raffinata, i protagonisti appaiono tutti ineccepibili rappresentanti di una buona società, eppure, non si sa come, l’inesorabile analisi pirandelliana porta alla luce un lato spaventosamente irrazionale, popolato da cosiddetti delitti innocenti, azioni – inconfessate o inconfessabili – in cui sull’autocontrollo, sulle ragioni dell’etica, ha prevalso l’istinto brutale. Ecco allora che il conte Romeo Daddi, pur amando la propria moglie, tradisce lei e il proprio migliore amico. Smosso da questa colpa riaffiora in lui il ricordo di un’altra, gravissima: un assassinio compiuto da ragazzo e immediatamente rimosso.

Un ragionamento che risuona lacerante, inquietante, e scuote la coscienza anche del pubblico di oggi di fronte a questioni che venano il nostro tempo: è eticamente accettabile l’idea che non si sa come una persona possa essere sopraffatta dal suo io istintuale e fuori controllo? Un viaggio dunque nella capacità dell’uomo di essere spaventosamente irrazionale e incredibilmente fragile che – al di là del liberatorio omicidio con cui Pirandello chiude il dramma – indurrà il pubblico a profonde riflessioni.

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