Alessio Boni in Molière — L'arte della beffa al Teatro Parravano

Da venerdì 5 febbraio a domenica 7 febbraio 2027 (venerdì alle 20.45; sabato alle 19.00; domenica alle 18.00), il Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta ospita Alessio Boni in Molière — L'arte della beffa, spettacolo dedicato alla vita e all'opera del più grande commediografo della storia francese.
Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, era destinato al mestiere di tappezziere, come suo padre, ma la passione per i comici di strada lo spinse verso il teatro. La sua prima compagnia si rivelò un fallimento che gli costò la prigione per debiti; liberato dal padre, si unì a una compagnia itinerante e percorse la Francia per quindici anni, affinando il mestiere di attore e cimentandosi con la scrittura: prima tragédie mediocri, poi farse di tale acutezza e vivacità da riportarlo a Parigi, dove recitò davanti a Luigi XIV, il Re Sole. Da quel momento divenne l'uomo di teatro più amato dal sovrano e dal pubblico della capitale, ma anche il bersaglio di una vasta schiera di nemici: attori invidiosi, cortigiani arrivisti, accademici bigotti, medici affaristi, ipocriti religiosi, mercanti disonesti. Tutti coloro che Molière portava sulla scena per smascherarne i vizi e coprirli di ridicolo gli giurarono vendetta.

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Commedia dopo commedia, i suoi personaggi si trasformarono: non più maschere convenzionali, ma figure riconoscibili, specchio deformante e impietoso della realtà. La censura lo perseguitò, i gusti del re mutarono, le persone più care lo tradirono, ma Molière non cessò di difendere la propria compagnia e il proprio teatro, producendo in quegli anni i suoi capolavori più celebri. Morì in scena, durante una recita, tra le risate del pubblico e l'incredulità dei suoi attori; il funerale si svolse in segreto, com'era d'uso per chi non aveva abiurato il mestiere d'attore. Quando, un secolo dopo, la Francia repubblicana cercò la sua tomba per trasferirne le spoglie al Panthéon, non riuscì a trovarla.



